• L’EMDR

    L’EMDR ( Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.

    Le esperienze traumatiche si imprimono in modo disfunzionale sia nella mente che nel corpo; basta uno stimolo sensoriale: un odore, un suono o un’immagine, perché il trauma si riattivi nel presente come se stesse accadendo di nuovo. La terapia EMDR interviene proprio su questo corto circuito, riattivando il naturale sistema di autoguarigione del cervello che era rimasto congelato, permettendo così di elaborare finalmente l’evento e trasformarlo in un ricordo costruttivo e non più disturbante.

    Il cambiamento può essere rapido, indipendentemente dagli anni trascorsi dall’evento:

    • l’immagine legata al trauma perde di intensità
    • i pensieri fastidiosi scompaiono, sostituiti da pensieri più positivi (“Sono al sicuro”, “Sono capace”, “Posso scegliere”, “Sono importante”, Io vado bene come sono” ecc.)
    • le emozioni e le sensazioni fisiche si riducono, lasciando spazio a rilassamento e benessere psicofisico

    La Dott.ssa Pietronilla Nicita è socia di EMDR Italia ed è presente nell’elenco ufficiale dei professionisti dell’associazione.

    Come si svolge il percorso

    Il lavoro con EMDR viene inserito all’interno di un percorso psicoterapeutico e prevede una struttura ben precisa, di 8 fasi, per garantire che il processo di rielaborazione avvenga in totale sicurezza:

    • Raccolta della storia e definizione degli obiettivi: in questa fase si raccoglie la storia clinica del paziente e si identificano gli obiettivi specifici su cui lavorare durante la terapia
    • Preparazione: si informa il paziente su cosa aspettarsi, creando un ambiente e una relazione di fiducia, vengono insegnate tecniche di auto-rilassamento, come l’esercizio del “Posto Sicuro”, che serve come ancora per gestire eventuali emozioni intense che potrebbero emergere durante o dopo la seduta
    • Valutazione: si valutano i ricordi specifici da trattare, associando immagini disturbanti, credenze negative, emozioni e sensazioni corporee
    • Desensibilizzazione: si produce un focus sulla riduzione della tensione emotiva legata ai ricordi traumatici tramite la stimolazione bilaterale
    • Installazione: si rafforza l’adozione di credenze positive relative al ricordo target
    • Scansione corporea: dopo aver desensibilizzato e installato i ricordi, il paziente viene guidato a notare sensazioni fisiche residue e ad elaborarle, se necessario
    • Chiusura: conclude ogni sessione assicurandosi che il paziente si senta meglio di come si sentiva all’inizio e si stabilizzano i cambiamenti avvenuti durante la sessione
    • Rivalutazione: all’inizio della sessione successiva si valuta il lavoro fatto precedentemente per assicurarsi che i benefici persistano. Si decidono i passi successivi del trattamento

    A chi è rivolto

    L’EMDR è indicato per persone che desiderano lavorare su esperienze che continuano ad avere un impatto nel presente, anche a distanza di tempo. Può essere utile per bambini, adolescenti e adulti, valutando insieme l’indicazione clinica e il percorso più adatto.

    L’efficacia dell’EMDR è scientificamente validata per diverse aree:

    1. Grandi Traumi (PTSD)

    È il trattamento d’elezione raccomandato dall’OMS per il Disturbo da Stress Post-Traumatico.
    È indicato per chi ha vissuto:

    • Incidenti gravi o disastri naturali
    • Violenze, abusi o aggressioni
    • Esperienze di guerra o combattimento

    2. “Piccoli” Traumi Relazionali

    Risulta molto efficace per eventi che, pur non essendo catastrofici, hanno lasciato ferite profonde nell’autostima:

    • Bullismo, umiliazioni sociali o mobbing.
    • Trascuratezza emotiva durante l’infanzia o stile di attaccamento insicuro.
    • Rotture sentimentali o tradimenti vissuti in modo traumatico. 

    3. Disturbi della Nutrizione, Dipendenze e Relazioni

    In questi ambiti, l’EMDR agisce sulle radici traumatiche e sui deficit di attaccamento che alimentano il sintomo compulsivo:

    • Disturbi Alimentari: Trattamento di Anoressia, Bulimia e Binge-Eating. L’intervento si focalizza sui traumi legati all’immagine corporea, sul bisogno di controllo e sulle esperienze di critica o bullismo subite nel passato
    • Dipendenze (Sostanze e Comportamentali): Applicazione di protocolli specifici per alcolismo, tossicodipendenza e ludopatia. L’EMDR lavora sulla desensibilizzazione del craving (impulso irrefrenabile) e sull’elaborazione dei traumi che hanno spinto il paziente verso l’autocura attraverso la sostanza o il gioco
    • Dipendenza Affettiva: Elaborazione dei traumi da abbandono e rifiuto. Aiuta a spezzare i legami tossici (trauma bonding) e a ristrutturare i tratti dei disturbi di personalità dipendente

    4. Disturbi d’Ansia, Panico e Fobie

    L’EMDR permette di disinnescare l’iperattivazione del sistema nervoso agendo sui seguenti quadri:

    • Disturbo di Panico e Agorafobia: Desensibilizzazione del “trauma del primo attacco” per interrompere la paura della paura. Riduce l’ansia anticipatoria legata a luoghi aperti o affollati (sensazione di mancanza di via di fuga)
    • Fobie Specifiche: Risoluzione di fobie nate da eventi spaventosi (es. morsi di animali, incidenti). Include fobie situazionali (volo, guida, spazi chiusi), mediche (aghi, sangue) o legate ad animali (cani, ragni)
    • Disturbo d’Ansia Sociale: Elaborazione di vecchi ricordi di umiliazione, isolamento o critica sociale. Mira a ridurre l’ansia da prestazione e il timore del giudizio altrui
    • Disturbo d’Ansia Generalizzata (DAG): Lavoro sui “target del futuro” (scenari catastrofici immaginari) per ridurre lo stato di allerta costante e rafforzare le capacità di gestione dell’incertezza

    5. Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)

    L’EMDR è indicato per:

    • Eventi Scatenanti: Elaborare i traumi o i periodi di forte stress che hanno originato le ossessioni
    • Gestione Somatica: Ridurre l’intenso disagio viscerale e fisico associato ai pensieri intrusivi, abbassando la spinta a compiere la compulsione

    6. Umore e Performance

    L’approccio EMDR sblocca il potenziale individuale intervenendo su:

    • Area Clinica: Trattamento di stati depressivi reattivi a perdite, fallimenti o eventi di vita negativi che hanno cristallizzato un’immagine negativa di sé
    • Peak Performance: Superamento dei blocchi mentali e dell’ansia da prestazione in ambito sportivo, artistico e manageriale, favorendo l’installazione di risorse positive e resilienti

    Durata e frequenza degli incontri

    Il numero totale di incontri dipende dal tipo di trauma:

    • Traumi singoli e circoscritti (es. un incidente stradale o un terremoto): possono bastare 3-6 sedute per ottenere una remissione dei sintomi nel 77-100% dei casi
    • Traumi multipli o complessi (es. abusi cronici, lutti non elaborati o vissuti d’infanzia difficili): il protocollo standard prevede solitamente dalle 8 alle 12 sedute, ma il percorso può estendersi ulteriormente se indicato clinicamente

    FAQ – Terapia EMDR

    L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio utilizzato all’interno del percorso psicoterapeutico per aiutare a rielaborare esperienze traumatiche o particolarmente stressanti. Lo scopo è ridurre l’intensità emotiva legata a ricordi difficili e favorire un maggiore benessere nel presente.

    EMDR è l’acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing, traducibile come “desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari”. In pratica, si usa una stimolazione bilaterale alternata (movimenti oculari o altre modalità destra/sinistra) per facilitare la rielaborazione.

    Durante la rielaborazione si lavora su ricordi, immagini, emozioni, sensazioni fisiche e pensieri associati a un evento. La stimolazione bilaterale alternata aiuta il cervello a “processare” l’esperienza in modo più adattivo, con una progressiva riduzione di disagio, pensieri intrusivi e reazioni fisiche.

    Il percorso viene inserito nella psicoterapia individuale e di solito prevede:

    1. una fase iniziale di valutazione e definizione degli obiettivi;
    2. una fase di stabilizzazione e costruzione di risorse (per lavorare in sicurezza);
    3. la rielaborazione dei ricordi “target” con stimolazione bilaterale;
    4. una fase di integrazione e consolidamento dei risultati.

    Non esiste una durata uguale per tutti. Dipende dalla situazione, dagli obiettivi e dalla storia personale. In generale, l’EMDR può portare cambiamenti anche in tempi relativamente rapidi, ma il percorso viene sempre calibrato sulle esigenze della persona.

    Il numero di sedute varia in base alla complessità della difficoltà e al tipo di esperienza da rielaborare. Alcune persone lavorano su un evento specifico in un numero contenuto di incontri, altre hanno bisogno di un percorso più articolato. La definizione avviene insieme, passo dopo passo.

    No. Può essere utile sia per traumi evidenti (incidenti, lutti, eventi violenti) sia per esperienze percepite come molto stressanti o impattanti dal punto di vista emotivo. La valutazione dell’indicazione si fa insieme durante i primi colloqui.

    Durante il lavoro possono emergere emozioni intense, perché si entra in contatto con ricordi significativi. Per questo prima della rielaborazione si lavora su risorse e stabilizzazione. L’obiettivo non è “rivivere” il trauma, ma rielaborarlo in modo più tollerabile e integrato. Ogni fase viene gestita rispettando i tempi della persona.

    Spesso le persone riferiscono una riduzione dei pensieri intrusivi e del carico emotivo legato ai ricordi, una diminuzione delle reazioni fisiche associate e una maggiore capacità di guardare all’esperienza con più distanza e lucidità. Può cambiare anche il modo in cui una persona valuta sé stessa, passando da convinzioni negative a più funzionali e realistiche.

    Dipende dal caso e dalla valutazione clinica. In molti casi è possibile lavorare anche online, ma la scelta viene condivisa dopo aver considerato sicurezza, stabilità emotiva e condizioni di lavoro adeguate.

    L’EMDR non è “separato” dalla psicoterapia: è una tecnica/approccio che viene utilizzata all’interno di un percorso psicoterapeutico quando indicato. La psicoterapia mantiene la cornice generale (obiettivi, relazione terapeutica, monitoraggio), e l’EMDR è uno strumento specifico per la rielaborazione.

    Il modo migliore è fare un primo colloquio conoscitivo: raccogliamo la tua richiesta, definiamo gli obiettivi e valutiamo insieme se l’EMDR è indicato o se è preferibile un altro tipo di lavoro.

    Prenota o contattami

    Ricevo in studio a Giarre e anche a Catania e Taormina (Taormina Medical Center), oltre che online.

    Puoi prenotare online tramite MioDottore oppure scrivermi per informazioni.